Blog del sito http://cubareale.webnode.it/

mercoledì 9 settembre 2015

Le 5 domande su L'Avana - Risponde lo scrittore Yoss José Miguel Sánchez Gómez


"José Miguel Sánchez Gómez, in arte Yoss, noto artista cubano, saggista, critico, narratore di realismo, fantascienza e fantasy. Tradotto e pubblicato in molti paesi (tra i quali l'Italia), è considerato una delle voci più moderne ed originali della narrativa contemporanea cubana. Dal 2007 è anche il vocalista del gruppo Heavy Metal Tenaz"

                                                     

                          







          Josè Miguel Sanchez Gomez



L'avana, 14 maggio 2015

Cos'è il bello a L'Avana per te?

Per me L’Avana è qualcosa di più di una bella città: è una città che ispira l’atto di sognare attraverso la bellezza. Una volta lo scultore francese Auguste Rodin, alla domanda se esista qualcosa di più bello della belleza rispose con sicurezza: “Sì, i suoi resti”. Ed aveva ragione: i magnifici edifici in rovina della capitale cubana permettono, a chi li osserva con consapevolezza e fantasia, di immaginare quell’altra Avana che fu, splendida nella sua realtà di metropoli d’avanguardia dell’architettura urbana degli anni 50. L’Avana attuale ancora conserva molti edifici Art-deco, art-nouveau e del modernismo che in altre capitali latinoamericane sono stati disgraziatamente demoliti per costruire al loro posto brutti grattacieli di appartamenti ed uffici. Ma anche la sua profusione di spazi disabitati dove tante case e costruzioni sono crollate per mancanza di manutenzione permette immaginare un’altra Avana futura, più vivibile e meno il ricordo della sua gloria. Bella in se stessa e non per il suo ricordo.
Senza alcun dubbio la cosa più bella della città nella quale sono nato e vivo è la sua gente. Perchè la città è per la gente, e senza sarebbe uno scenario vuoto, per quanto magnifica sia la sua architettura. Gli avaneri, con la loro allegria, con la loro spontaneità nel parlare agli sconosciuti per strada, con quest’aria sorniona ed altezzosa che tutti i non avaneri ci rimproverano, esibiscono un’ospitalità sincera, a volte un po’ interessata, ma mai incondizionata: assolutamente bello; perchè L’Avana, per quanto sia caraibica e tropicale, non è una città che ragala i suoi tesori al primo che arriva, ma è piuttosto una città gelosa che pretende un apprendistato minuzioso prima di godere dei suoi angoli e dei suoi luoghi occulti.

Dove ti piace andare con la persona che ami?

Mi piace andara alla multisala Infanta, qualla costruita più recentemente e una delle poche che rimangono delle tante che la mia Avana ha avuto nella sua epoca migliore. Il club “El submarino Amarillo”, dove ogni sera un gruppo differente esegue delle cover ballabili del genere musicale che preferisco: il rock. Nella terrazza dell’Hotel Nacional dove si può godere della miglior vista di un tramonto sulla città. Al museo del cioccolato, all’Avana Vecchia, per degustare cioccolatini e frullati. Al Callejon di Hemmel, per vedere il folclore cubano al suo stadio più puro. E, in generale, camminare avanti e indietro lungo le rotte che preferisco della mia Avana, scoprendo sempre posti nuovi... e in questo modo la lista sarebbe interminabile.


Se L'Avana fosse qualcosa da mangiare o da bere, cosa sarebbe per te?

Da bere sarebbe un frullato molto freddo di gelato al cioccolato: l’ideale per rinfrescarsi dopo una lunga passeggiata. E come cibo sarebbe un bel piatto di macinato di carne bovina all’avanera, con uva passa e olive, servito con riso bianco.

Qual è la strada o il quartiere più bello di L'Avana secondo te?

Eh, qui è già abbastanza difficile decidere tra un giudizio estético e gusto estetico o personale. Il mio quartiere preferito è il Vedado dove sono nato, dove sono cresciuto e dove vivo attualmente, per la profusione di alberi che rendono meno massacrante percorrere le sue strade nei nostri giorni di maggior calore, per la quantità di parchi, teatri, locali notturni ed altri luoghi di divertimento. Perciò credo che dovrei scegliere come strada preferita una del Vedado tra calle 23, Paseo, G, o un’altra simile... però, per non essere totalmente regionalista, voglio citare Quinta avenida, nel Miramar: per la sua lunghezza e per il suo grande viale centrale è probabilmente la migliore strada per passeggiare sia in macchina che a piedi. E, senza dubbio, per gli amanti dell’architettura, questa strada esibisce le migliori ville della città, ricordo di quando era un quartiere esclusivo della borghesia avanera, una condizione che, in un certo senso, ancora conserva.

Ci consigli un locale o un luogo dove andare?




Ancora un altro oltre quelli già menzionati? Bene, allontanandosi un po’ dal centro della città, il Giardino Botanico Nazionale, nel Parque Lenin. Una mostra di quasi tutti i fiori del mondo, con al centro lo spazioso giardino giapponese. Ed essendo molto vicino al Giardino Zoologico nazionale ed Expocupa, vale la pena dedicare un giorno intero a quest’avventura fuori dal centro.

Il Futuro


di Luis Orlando Pardo Lazo

Il futuro è fossile.
Il futuro è foul.
Il futuro è una pioggerellina davanti alle macchine fotografiche.
Il futuro è un rumore parassita nei microfoni.
Biografie che si scoraggiano, che non si scelgono.
Piccole esistenze che si gonfiano di pioggia e dolore.
Memoria scalcinata come le colonne con osteoporosi e le facciate screpolate di questa città.
Il futuro è fede. Una fede senza fedeli, senza Fidel.
Il futuro è fascismo o per lo meno facinoroso.
Il futuro è felicità, territorio dell’immaginazione impossibile.
Il futuro sono io.
Quando il presente torna a essere precario, quando l’illusione è invisibile, quando la parola non basta neppure per ripetere parole, quando ogni discorso è demagogia,
quando il silenzio ci avvolge e ci fa sprofondare,
circondandoci di una pace postuma, antica.
Ascolta il silenzio del clarino.
Il futuro è scalciare alla deriva.
Il futuro è pedalare la disfatta: bicitaxi, macchine da cucire o da costruzione, zattere con palline, tastiere di computer preistorici, aste, casse, muri, frammenti di Rivoluzione dopo la Rivoluzione.
Il futuro è reazione intensa.
Il futuro è un’Avana fuori da una Storia eccessiva.
Il futuro è mancanza di istologia.
Avana nostra che stai nel fango, nazionalizzato sia sempre il tuo nome, vengano a noi le tue rovine, sia fatta la tua violenza così in terra come nel suo ricordo, sia filmato il tuo futuro che non è mai stato, e liberaci da tutto eccetto che dal tuo mare.
Il futuro è umor putrido, pietroso, patrio.
Il futuro è un buco. Un’eco.
Il futuro è fumo. Umiliazione dell’umiltà.
Il futuro è adesso. Ologramma dell’oggi.

Traduzione di Gordiano Lupi 

Modena - Mostra Fotografica

Da.  http://ilvecchioeilmare.blogspot.it/
Ricevo da Modena: Mostra fotografica

> Copio incollo una mail in corso di opera dell'allestimento >

Caro Aldo
tutto procede per l’organizzazione della visita a Modena del noto meteorologo cubano, e comune amico, Josè Rubiera
La mostra fotografica comune, dal titolo
Meteorologia e fotografia: da Modena a Cuba
presso la Galleria Photogallery dello Studio Sara Cestari, Via Peschiera 6, Modena
aprirà i battenti domenica 20 settembre 2015 alle ore 17 con una piccola inaugurazione, e sarà visitabile fino al 30 settembre dalle 16 alle 19 (chiuso il lunedì),
ma il momento di incontro comune, e di discussione, con me, Luca Lombroso e Josè Rubiera sarà
l’Iincontro e conversazione con Josè Rubiera e Luca Lombroso, Domenica 27 settembre 2015 ore 18.
per ulteriori info, oltre al sottoscritto ell’email luca@lombroso.it:
Sara Cestari, curatrice della mostra, email da.sara.c@alice.it - tel. 3484447165
Un ringraziamento va al tuo blog per il contributo e la collaborazione all’organizzazione.
A giorni sarà inoltre disponibile il programma dell’evento “meteorologia e sicurezza del territorio” in cui sarà ospite e terrà un seminario Josè Rubiera, nell’ambito delle celebrazioni per il venticinquennale della facoltà di ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che si terrà lunedì 28 settembre 2015 nella mattinata.
Sono lieto di ospitare un pezzo di Cuba a Modena.
Saluti e a presto per ulteriori dettagli
Luca Lombroso

martedì 8 settembre 2015

Vergine di Cuba

da : Internazionale.it

Il passaggio della processione della Vergine di Regla all’Avana, Cuba. La Madonna nera viene celebrata lo stesso giorno della patrona di Cuba, la Vergine della carità, ed entrambe sono considerate delle potenti divinità anche nella santeria, una forma religiosa che fonde elementi del cattolicesimo con altri della tradizione yoruba. - Ramon Espinosa, Ap/Ansa
Il passaggio della processione della Vergine di Regla all’Avana, Cuba. La Madonna nera viene celebrata lo stesso giorno della patrona di Cuba, la Vergine della carità, ed entrambe sono considerate delle potenti divinità anche nella santeria, una forma religiosa che fonde elementi del cattolicesimo con altri della tradizione yoruba.
La processione della Vergine di Regla, all’Avana, Cuba. - Ramon Espinosa, Ap/Ansa
La processione della Vergine di Regla, all’Avana, Cuba. 
Un ragazzo gioca nella baia dell’Avana, Cuba, dopo il passaggio della processione. - Ramon Espinosa, Ap/Ansa
Un ragazzo gioca nella baia dell’Avana, Cuba, dopo il passaggio della processione.

Mostra di Fotografia

Da:  http://ilvecchioeilmare.blogspot.it/





( Falsa notizia rimbalzata tra Milano e L'Avana - (Deceduto Giustino di Celmo)

Da. http://ilvecchioeilmare.blogspot.it/



mercoledì 2 settembre 2015

E deceduto nella giornata di ieri, giusto 3 giorni prima della data di quella di suo figlio. Giustino di Celmo, nato a Salerno il 24 dicembre del 1920. Veniva a Cuba in vacanza e il 4 settembre 1997, suo figlio Fabio, fu vittima di uno degli attentati terroristici di quegli anni ai danni dei centri turistici cubani, ad opera degli emissari di Luis Posada Carriles. Si trovava nel vestibolo dell'hotel Copacabana quando una scheggia di vetro provocata dall'esplosione di un ordigno gli recise le vene del collo.
Dietro sua richiesta, il 30 settembre di quello stesso anno fu ammesso in via straordinaria al Partito Comunista di Cuba. Sul fatto, il pure scomparso regista Angelo Rizzo aveva girato un film di fiction ("La sottile linea della veritá"), ma basato su dati reali e storici con inserti documentativi dell'epoca.
In questi anni ha manifestato in più occasioni la sua solidarietà con Cuba.

mercoledì 16 settembre 2015

Per Lucis, Tinino e tutti quelli che hanno creduto alla scomparsa di Giustino Ippolito

Sono veramente desolato, ma nello stesso tempo felice di smentire il decesso del Tino. Purtroppo ho avuto la notizia, peraltro senza dettagli da un vigile urbano (capo!!!!!???? e scemo) in pensione. Spero tanto di avergli allungato la vita poterlo riabbracciare. Sarà difficile, ma non impossibile a Milano, però una vacanza a Cuba con la famiglia potrebbe anche farla...
Purtroppo da qua non posso avere notizie certe se non da persone informate, veramente dei fatti. Grazie!!!!!!!! Con questo, almeno, spero di avergli prolungato la vita.
Il post è stato eliminato e chiedo scusa, ma la distanza e il non avere comunicazioni dirette a volte è fatale...
Fra l'altro avevo inviato diverse mail, tempo fa senza mai ricevere risposta.
 In una cosa ha ragione: sono una grandissima cucuascia, ma lo ricordo sempre con affetto e nonostante tutto, credo di averlo dimostrato.
Spero che mi contatti direttamente e mi spieghi come mai non mi ha risposto....

Ancora grazie per la bellissima notizia e chiedo profondamente scusa per il malinteso. Ovviamente il post è stato eliminato.

mercoledì 2 settembre 2015

Cuba. E' boom turistico interno. Prima dello sbarco Usa




Turisti cubani provano a pescare utilizzando un asciugamano da spiaggia a Varadero (reuters) 


Tra l'Avana e Varadero pullulano decine di migliaia di vacanzieri locali. Un fenomeno mai visto ma che potrebbe finire presto: il possibile arrivo in massa degli americani, quando cadrà il veto, rischia di far levitare i prezzi, diventati accessibili almeno per chi ha un attività privata. O parenti generosi negli States
Un boom turistico eclatante, e particolare. Perché i visitatori che come non mai stanno affollando Malecon o Varadero sono "interni", cubani. Il motivo è molto semplice. Con il possibile definitivo via libera al turismo dagli Usa, gli americani arriverebbero in massa. E i prezzi salirebbero alle stelle, a cifre verosimilmente inavvicinabili per l'utenza interna.

Castro e il governo aveva proibito ai suoi connazionali di soggiornare negli alberghi del loro stesso Paese sino al 2.008. Dalla caduta del divieto, sino ad oggi, l'industria dell'ospitalità ha quasi faticato a contenere la costante crescita da parte dell'utenza interna, salita nel 2014 a 1,2 milioni di arrivi annui, con un incremento del 23 per cento rispetto al 2013. Per il 2015, mancano dati ufficiali, ma singole località parlano di un ulteriore aumento dell'ordine del 30-35 per cento, saldo confermato nella sostanza seppur non ancora nelle cifre esatte dalle fonti governative.

Un fenomeno molto particolare, perché i salari medi dei cubani non potrebbero giustificare il boom nemmeno alle tariffe alberghiere attuali - stiamo parlando di un 15per cento della popolazione che va in vacanza, quota esigua per un Paese occidentale ma tutt'altro che risibile se si pensa al contesto. La spiegazione, secondo gli osservatori dell'economia locale è nella pratica, piuttosto diffusa, dei parenti della popolazione locale emigrati, i quali letteralmente pagano le permanenze in spiagge e alberghi a cugini e nipoti.



















I segnali della crescente ondata interna in lidi e hotel dell'arcipelago caraibico è la recente campagna, a cura della stessa televisione di stato, sui fondamentali di "etichetta" da adottare nei luoghi dove i locali vengono a contatto con gli stanieri: "Parlate a bassa voce, non fumate, non lasciate rifiuti in giro - recita l'adv -. L'auspicio è che gli ospiti, una volta a casa, possano dire di aver visto più che auto vintage e belle spiagge, ma che possano anche raccontare di quali buone maniere siano capaci i cubani".

Varadero è la località balneare n.1 del Paese. Là i turisti cubani sono numericamente il secondo gruppo per numero, battuti solo dai canadesi, rispetto ai quali sono però leggermente avanti a livello nazionale. "E frequentano anche gli alberghi di fascia alta - assicura Narciso Sotolongo, direttore vendite del gruppo Melia Hotels International nel Paese, la catena estera che rappresenta il maggior partner turistico estero per l'isola, con il 27 per cento delle proprietà totali. Il gruppo Melia ha ospitato quest'anno 80 mila cubani in tutte le sue location, circa il 35 per cento in più rispetto al 2014.

Cuba nel 2014 ha ricevuto 3 milioni di turisti stanieri, cifra record che ha ricevuto un ulteriore impulso, più 17 per cento, nei primi sette mesi del 2015. Gli americani, nonostante il divieto tuttora in atto, da tempo riescono a trovare il modo per raggiungere le agognate spiagge (uno è acquistare un biglietto a Toronto o alle Bahamas, l'altro è via mare). Ma in vista della possibile apertura delle frontiere, il flusso ha cominciato ad accrescersi, dai 91mila del 2014, ai, si stima, 150mila di quest'anno, complice anche il primo passo di Obama, che ha autorizzato voli diretti oltreché linee traghetto e crociere Usa-Cuba. La condizione però è che i viaggi di cittadini Usa nell'isola siano a fini di studio o di lavoro. E anche se sulla definitiva caduta del divieto pesa il blocco repubblicano al Congresso, la palese volontà dell'amministrazione che governa di non perseguire chiunque forzi il veto è già incoraggiamento sufficiente per molti.



"Uno dei goal della politica economica-estera del presidente è quella di iniettare moneta nell'economia privata cubana attraverso il turismo", spiega Richard Feinberg, esperto di Cuba, già consigliere di Bill Clinton.

Il boom del turismo interno sembrerebbe cozzare contro il buon senso e ogni qualsivoglia redditometro, in un paese dove il salario medio "di stato" della maggior parte degli abitanti è dell'ordine dei 20-22 euro al mese, anche se gli alberghi che fino all'altro ieri negavano l'ingresso ai cubani ora offrono loro pacchetti speciali - un po' sulla scia di quanto accade o accadeva nelle capitali dell'Est Europeo, dove l'ingresso a un museo o un taxi possono avere due tariffe distinte, per indigeni e per occidentali. Offerte attive in particolare d'estate, la bassa stagione internazionale. José Luis Perello, economista e professore di turismo all'Università dell'Avana è convinto che l'ascesa del movimento turistico interno è quasi interamente legato ai cubani residenti altrove, che spediscono denaro ai parenti consentendo loro non solo un tenore di vita più alto, ma anche di avere una base economica sufficiente a intraprendere e a far proliferare un business privato. Un fenomeno anche questo innescato da Obama, quando, nel 2009, eliminò il divieto per i 2 milioni di cubani-americani di spedire denaro verso il proprio paese, nonché quello di tornare a visitarli nell'isola.
Turisti cubani su una piccola imbarcazione a nolo


Altri economisti mettono in causa le riforme economiche di Raul Castro, che di fatto dal 2.008 ha dato il via alla costituzione di piccole imprese private. "E ora in giro per Varadero vedi più cubani che stranieri - racconta a Reuters Madeline Baro, una cubana in vacanza nella città. Madeline è sposata con un uomo di professione autista per una compagnia estera, e quindi relativamente agiato: anche questa è una delle possibiltà relativamente nuove per i locali.

"Con lo stipendio cubano base, non si potrebbe neanche sognare di avere una vacanza con famiglia qui", fa da controcanto Irenia Gomez Oviedo, di professione cassiera, che racconta apputno di aver potuto trascorrere due notti a Varadero, grazie ai soldi che le ha regalato suo padre, titolare di un'impresa privata. Anche così, hanno dovuto risparmiare un anno. Per due notti a 50 euro l'una.